Toscana
Qui mostriamo l'elenco di alcune delle migliori cantine ed aziende vitivinicole della Toscana, produttrici di grandi vini Toscani, bianchi e rossi, come il Chianti DOCG, il Brunello di Montalcino DOCG, il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, la Vernaccia di San Gimignano e tantissimi altri. Qualche breve cenno introduttivo alla geografia, la storia ed alcune delle principali mete turistiche della Toscana e quindi l'elenco completo delle grandi aziende vinicole Toscane Il menu regionale vi aiuterà nella navigazione
La regione Dalla forma pressocchè triangolare, tra la parte settentrionale del Mar Tirreno e l' Appennino centrale, la Toscana ha una superficie di circa 22,993 mila chilometri quadrati. Circondata ed attraversata da grandi catene montuose e con poche ma molto fertili pianure, la regione ha un rilievo che è dominato dal paesaggio collinare. Le colline, infatti, coprono ben i due terzi (66,5%) della superficie totale della regione, mentre le montagne coprono il 25% e le pianure solo l' 8,4% , quasi tutte in coincidenza con la valle del fiume Arno, con le zone costiere e la Maremma. Il clima, il che è abbastanza mite nelle zone costiere, è più rigido e piovoso al suo interno, con notevoli fluttuazioni di temperatura tra inverno ed estate: in estate si registrano temperature abbondantemente sopra ai 40 °C in molte aree della regione, mentre, in inverno, l'ago del termometro si trova spesso al di sotto dello zero, soprattutto nelle aree più interne di montagna. Le precipitazioni sono molto abbondanti, in particolar modo lungo gli Appennini tra la Versilia e il Casentino, dove si raggiungono valori massimi oltre i 2000 mm annui; al contrario, nelle zone della Maremma, intorno a Siena ed in alcune zone della Val d'Orcia e della Val di Chiana, si registrano scarse precipitazioni che di rado superano la media di 700 mm annui.
Storia La Toscana è forse una delle regioni italiane dalla storia più lunga ed affascinate: dalla preistoria, passando per etruschi e romani sino ai giorni nostri, la Toscana è stata al centro della storia italiana, con un ruolo di assuluto prestigio, soprattutto sul finire dell'età medioevale ed in tutto il periodo Rinascimentale, durante il quale Firenze ha rappresentato la Capitale mondiale della cultura. Tracce certe della presenza umana risalgono al II millennio a.C.: numerosi sono stati, infatti, i ritrovamenti in varie zone della regione di resti di villaggi su palafitte, che probabilmente risalgono all'età del bronzo e quella del ferro. Nell'area trova il suo massimo sviluppo, infatti, la civiltà Villanoviana tra il X e l'VIII secolo a.C. Dal IX secolo a.C. gli etruschi si stabiliscono nella regione, che domineranno per oltre sei secoli: la civiltà etrusca avvia ampi processi di bonificazione dei territori allora paludosi, costruisce ponti e strade e fonda alcune delle più importanti città toscane tra le quali Arezzo, Chiusi, Volterra, Populonia, Vetulonia e Roselle e probabilmente Prato
Conquistata, con il resto dell'Italia, dagli Ostrogoti e dai Bizantini, fu occupata ed organizzata in ducato con capitale Lucca dai Longobardi, a partire dalla seconda metà del VI secolo. Con la successiva conquista da parte di Carlo Magno, Lucca divenne una contea fino a quando la Toscana divenne una marca parte della più vasta marca di Canossa. Durante il X secolo sotto gli Ottoni di Sassonia, furono ampliati i confini verso Nord fino alla Liguria e la capitale della marca venne spostata da Lucca a Firenze. Nell’XI secolo il Marchesato passò alla famiglia degli Attoni, feudatari di Canossa, entrando a far parte di un sistema feudale che comprendeva Toscana, Emilia e Lombardia. Con morte di Bonifacio II, la marca passò a sua moglie, Beatrice di Lorena e poi alla figlia, Matilde di Canossa, che alla sua morte (1115), lasciò il Marchesato di Toscana alla Chiesa, fatto che dette inizio ad una serie di rivendicazioni tra quest'ultima e l'impero, per il controllo della regione, che, soprattutto con città come Firenze e Siena, era il centro economico e culturale dell'intera Europa. La storia della Toscana di quel periodo è contraddistinta da numerosissime lotte intestine tra Guelfi e Ghibellini schierati, rispettivamente, dalla parte della chiesa e dell'impero. Seguono numerose guerre tra le due fazioni rivali che si concludono, in una prima fase con la vittoria dei guelfi e la cacciata dei ghibellini: da quel momento la storia della Toscana prende una piega particolare. La fazione guelfa si divide ulteriormente in bianchi e neri: i primi, pur difendendo il papato, non vedevano alcun ostacolo anche al dominio dell'imperatore, mentre i secondi ritenevano necessario affidare anche il potere temporale al Papa inquanto "Misso Domenici". Da questa divisone derivarono ulteriori scontri che portano prima alla cacciata nei Neri e successivamente al loro ritorno ed all'esilio dei Bianchi. In questo panorama di cruente lotte intestine, la famiglia dei Medici, di parte guelfa bianca, anche grazie al diminuito interesse delle dinastie imperiali e del Papa alle vicende italiane, acquista molto potere nella città Firenze tanto che nel 1434 Cosimo il Vecchio diventa il primo signore di Firenze. Sotto Lorenzo Il Magnifico, nipote di Cosimo, la signoria di Firenze giunge, forse, al suo momento di massimo splendore soprattutto da un punto di vista artistico ed economico: è grazie al suo intervento, ad esempio, che oggi a Roma si possono ammirare capolavori di Michelangelo come la Cappella Sistina e la Pietà. Alla sua morte, il governo di Firenze passò al figlio Piero che vilmente cedette alcuni territori fiorentini a Carlo VIII di Francia. La citta di Firenze lo scacciò nel 1494 e per un breve periodo questa fu sotto il controllo di Savonarola. I Medici rientreranno a Firenze solo 26 anni dopo, con Giovanni, che nel 1513 verrà eletto papa col nome di Leone X spostando di fatto il governo della città e di gran parte della toscana da Firenze a Roma. Il processo di unificaione della Toscana fu completato da Cosimo I, nominato, nel 1537, «capo primario del governo della città di Firenze e suo dominio», con la vittoria su Siena da un lato e riforme politiche, amministrative, giudiziarie e finanziarie dall' altro. Nel 1569, Pio V creò il granducato di Toscana , da cui rimanevano esclusi Massa e Carrara, Lucca, Piombino, lo Stato dei Presidi e la contea di Pitignano. La politica filofrancese di Ferdinando I (1587-1609) inserì il granducato nella politica europea; all'interno fu incrementata l'agricoltura con vaste opere di bonifica. Con la fiacca azione politica di Cosimo V (1610-21), del Consiglio di reggenza (1621-28), poi di Ferdinando II (1628-70), la regione andò sempre più decadendo. La dinastia medicea si estinse con Giangastone nel 1737. Dopo la guerra di successione polacca, che si concluse con il trattato di Utrecht, il granducato fu assegnato a Francesco-Stefano di Lorena. La nuova dinastia iniziò da subitoi una lunga serie di riforme, che promossero un'intensa ripresa delle iniziative economiche e amministrative: dalla bonifica ed il ripopolamento di zone malsane alla formazione della proprietà privata, passando per riforme del sitema giudiziario ed ecclesiastico.
La regione rimase estranea ai moti di indipendenza dei primi decenni dell'Ottocento, proprio per la mitezza del governo della famiglia dei Lorena, mentre notevole diffusione vi ebbe il mito neoguelfo; studenti e professori, volontari, parteciparono alla prima guerra d'indipendenza battendosi con grande valore a Curtatone e a Montanara. Prevalsero, nel 1849, gli elementi radicali: costretto a fuggire il granduca Leopoldo II, a Firenze fu instaurata la dittatura del Guerrazzi. Il granduca fu ricondotto a Firenze dall' esercito austriaco e ciò gli alienò le superstiti simpatie di cui godeva. Allo scoppio della seconda guerra d'indipendenza (nel 1859), Leopoldo II veniva costretto da un moto popolare ad abbandonare definitivamente Firenze e la Toscana, dopo un breve periodo di dittatura di Ricasoli, nel nome di Vittorio Emanuele II, votava l'annessione al regno sabaudo, con il plebiscito del 15 marzo 1860. Nel 1865 re Vittorio Emanuele e il governo nazionale si trasferirono a Firenze e nei cinque anni in cui fu capitale, Firenze assunse buona parte del suo aspetto attuale.
Le principali citta' da Visitare in Toscana La Toscana è conosciuta per le bellezze paesaggistiche, il suo ricco patrimonio artistico e la sua vasta influenza sulla cultura. La Toscana è ampiamente considerata come la culla del Rinascimento italiano, ed è stata sede di alcuni degli artisti, scultori e pittori più importanti al mondo, come Petrarca, Dante, Boccaccio, Botticelli, Brunelleschi, Vasari, Giotto, Cimabue, Michelangelo, Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Amerigo Vespucci e Puccini. In Toscana si trova, forse, la più alta concentrazione di musei, luoghi d'arte, città medioevali e rinascimentali assolutamente da visitare in tutto il territorio italiano. Sei località della Toscana sono stati nominati Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO: il centro storico di Firenze, il centro storico di Siena, il centro storico di San Gimignano, il centro storico di Pienza, la Val d'Orcia e Piazza dei Miracoli a Pisa. Inoltre, la Toscana ha oltre 120 riserve naturali protette. Questo rende la Toscana ed la capitale Firenze mete turistiche molto popolare, che attrae milioni di turisti ogni anno:la sola città di Firenze riceve una media di oltre 15 milioni di turisti all'anno. Firenze La città è conosciuta per la sua storia e la sua importanza nel Medioevo e nel Rinascimento, soprattutto per la sua arte e architettura. Il centro storico di Firenze, attrae milioni di turisti ogni anno ed è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1982. Firenze è ampiamente considerata come una delle città più belle del mondo, per la sua artee ed il suo patrimonio storico e culturale che è unico al Mondo. Il centro storico di Firenze con le innumerevoli piazze eleganti, palazzi rinascimentali, le accademie, i parchi meravigliosi, giardini rigogliosi, chiese monumentali, monasteri, musei ricolmi di opere d'arte, gallerie d'arte e atelier è considerata una delle mete più desiderabili dai turisti di tutto il mondo. Firenze, è probabilmente la più bella e meglio conservata città rinascimentale al mondo ed è considerata da molti come la capitale artistica d'Italia. Chi visita Firenze si trova immerso in una moltitudine di palazzi e monumenti tutti degni di una visita, e spesso può essere confuso e disorientato da una tale magnificienza. Assolutamente da non perdere è un giro per le strade del centro storico, dal fascino unico ed indimenticabile. Nel suggerire cosa visitare a Firenze dobbiamo necessariamente operare una difficile scelta tra le innumerevoli chiese, le decine di palazzi e numerosissimi di musei. Un elenco sicuramente non esaustivo delle maggiori attrazioni della città è il seguente:
Siena Siena è una delle città medioevali meglio conservate in Italia e, per il suo fascino, la sua storia e le sue tradizioni, merita sicuramente una visita.
San Gimignano San Gimignano nasce sul sito di un pre-esistente borgo etrusco attorno ad una pieve del settimo secolo e ad un castello donato nel 929 all’episcopio di Volterra. La struttura urbana e i numerosi edifici civili e religiosi di San Gimignano, rimasti pressochè intatti, hanno permesso di conservare il caratteristico aspetto medievale: delle 72 torri ne rimangono 15 intere o mozze, ma sono sufficenti a rendere inconfondibile il profilo della città. La città è ricca di chiese, ma le due principali sono la Collegiata Sant'Agostino, che ospita una vasta collezione di opere d'arte di alcuni dei principali artisti del Rinascimento italiano. Il Palazzo Comunale, un tempo sede del Podestà, è attualmente sede della Galleria Comunale, con opere di Pinturicchio, Benozzo Gozzoli, Filippino Lippi, Domenico di Michelino, Pier Francesco Fiorentino, ed altri. Dalla Sala di Dante nel palazzo, dove si può ammirare fra l'altro una splendida Maestà, affresco di Lippo Memmi, si accede alla Torre del Podestà o Torre Grossa, del 1311, alta ben 54 metri. Pisa Pisa è ben nota per la famosa Torre Pendente, ma coloro che arrivano in città, convinti che la Torre e piazza dei Miracoli siano l'unica cosa da vedere, rischiano di perdersi il resto delle meraviglie architettoniche ed artistiche di questa bellissima città.
Come dicevamo, però, Pisa offre molto altro ancora olte a Piazza dei Miracoli:
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Durante la dominazione romana, dal III secolo a.C. in poi, la regione vive un lento declino sia economico che culturale, sebbene in un un primo periodo abbia goduto di una certa prosperità, soprattutto grazie allo sviluppo dell'artigianato, dell'estrazione e della lavorazione del ferro, dei commerci; tutta la regione decadde economicamente, culturalmente e socialmente. I Romani, infatti, data la grande fertilità delle pianure toscane, consideravano la regione alla stregua di un grande granaio. Di epoca romana sono le città Fiesole, Florentia e Cosa, attualmente una delle citta romane meglio conservate in Toscana.
La dinastia lorenese governò la regione fino al 1859, tranne durante il periodo napoleonico, alla fine del quale, con la Restaurazione, il granduca Ferdinando II stabilì un mite governo che permise che a Firenze si rifugiassero esuli perseguitati in altre parti d'Italia, come Tommaseo, Colletta, D'Azeglio; anche per questo motivo la città divenne vivace centro di cultura a carattere liberale e cattolico.




Il centro storico di Siena, patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, regala con i suoi vicoli, i suoi palazzi, le sue piazze e le sue chiese un' atmosfera ricca di fascino, tutta da vivere. Chi entra in città non può fare a meno di girarsela tutta a piedi, scoprendo ad ogni angolo un particolare che attira lo sguardo. Sicuramente da non perdere sono:
La sua prima cinta muraria risale al 998, periodo in cui San Gimignano diventa punto di scambi commerciali lungo la via Francigena. Il fiorire dei commerci porta molte ricchezze in città, tanto che le famiglie nobiliari, sempre in competizione tra loro, edificano 72 torri di varie altezza, anche se, per legge, nessuna poteva essere più alta della torre del comune, detta Rognosa.
Piazza dei Miracoli, a nord del centro di Pisa e patrimonio mondiale dell umanità dell'UNESCO è certamente la piazza più famosa e visitata di Pisa. Vi si trovano: 




