Il vino novello - cos'è come, si fa, come si beve
Consigli utiliCome ogni autunno arriva il vino novello, che con i suoi profumi intensi e fruttati, ci regala, da una parte una sensazione di nostalgia per l'estate, ma dall'altra ci anticipa le caratteristiche dei futuri vini fatti e finiti, dandoci un segnale chiaro di come sarà il vino del prossimo anno.

Dal 5 Novembre sarà finalmente possibile godersi un buon bicchiere di vino novello, magari accompagnato da castagne arrostite o bollite a seconda delle tradizioni regionali.
Segno dell'arrivo dell'autunno, fa parte dell'antica tradizione contadina: dalla fine di Ottobre in avanti si spillava dalle botti in fermentazione, per controllarene lo stato di avanzamento e la qualità, e nel caso di difetti apportare le dovute correzioni.
Oggi il novello si realizza in modo totalmente diverso: è il frutto della macerazione carbonica delle uve, tecnica importata dalla regione francese del Beaujolais Nouveau, area di produzione del vino novello Francese che da qui prende il nome.
Ma cosè la Macerazione Carbonica?
Si tratta di una tecnica che consente di vinificare l'uva in brevissimo tempo: le uve ancora intere, vengono poste contenutori sigillati ermeticamente, ad una temperutara controllata di circa 30°. La fermentazione avviene in un ambiente artificialmente ricco di anidride carbonica, che viene insufflata con l'ausilio di apposte bombole.
L'uva rimasta nella parte inferiore del tino si schiaccia liberando del mosto che inizia a fermentare per effetto dei lieviti naturalmente presenti nell'uva. L'uva rimasta al di sopra, invece, per effetto della saturazione di anidride carbonica, è costretta per sopravvivere a modificare il suo metabolismo traendo il nutrimento dal suo interno: non dimentichiamo, infatti, che l'uva è materia viva che, anche se staccata dalla pianta continua a vivere per lungo tempo, e per farlo necessita di ossigeno e zuccheri.
Passato un periodo di tempo variabile tra i 7 ed i 18 giorni, le uve vengono pigiate e trasferite in tini di fermentazione dove permarranno per un tempo brevissimo: l'autofermentazione indotta dalla macerzione carbonica, infatti, riduce drasticamente i tempi di lavorazione, tanto che il vino è già pronto per la fine di Ottobre.
Quali sono le caratteristiche di un buon novello?
Purtroppo non esistono indicatori univoci della qualità di un vino novello, e pare quasi scontato dirlo, purtroppo l'unico modo di determinare la qualità di un vino è quello di aprirlo ed assaggiarlo.
Come per ogni altro vino analizziamone i tre aspetti fondamentali: visivo, olfattico e gustativo (approfondisci l'argomento):
Alla vista |
Al naso |
In Bocca |
| Il vino novello si presenta di un bel colore rosso brillante con tonalità che vanno dal rosso vivo al porpora intenso, con chiari ed evidenti riflessi violacei, percepibili soprattutto sull'unghia. | Caratteristica inconfondibile di un buon vino novello è il grandissimo aroma fruttato, intenso e persistente: sono chiaramente identificabili note di lampone e fragola, con sempre in sottofondo note vinose di vino fresco. | Si ritrovano le sensazioni di freschezza e gli aromi fruttati già percepiti al naso: il vino novello è solitamente un vino leggero, fresco e vivace, poco persitente e di facile beva, talvolta leggermente effervescente. |
Con cosa si beve il novello?
Ogni regione ha il suo abbinamento tradizionale per il vino Novello, ma in linea di massima si possono seguire le linee guida per un qualunque vino rosso leggero e profumato.
Abbinamento ideale per il vino novello sono le castagne, in qualunque modo le cuciniate (bollite, arrosto, a castagnaccio), ma il novello si può tranquillamente abbinare anche ad un buon piatto di salumi misti od ad un secondo a base di carni bianche.
La corretta temperatura di servizio è di compresa tra i 14 ed i 16 gradi ed è indispensabile berlo giovane...
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