Il vino nel Lazio
Vini generalmente fermi, salvo qualche rara eccezione, i bianchi del Lazio sono carnosi e piacevolmente fruttati, che si abbinano piacevolmente con una grande varietà di piatti. La loro immediatezza non è affatto un attributo negativo, come evidenziato dal mercato mondiale stabilito per Frascati (che si classifica tra le primi dieci DOC per volume di esportazione con quasi 20 milioni di litri l'anno). I rossi DOC variano in composizione. L'Aprilia si ottiene da varietà di Merlot e Sangiovese, i rossi di Cerveteri, Cori e Velletri sono basati su Montepulciano e Sangiovese, con la varietà Cesanese, autoctona della regione, dà vini secchi e dolci nelle tre zone DOC della Prenestina e delle colline della Ciociaria a sud-est di Roma, mentre con le uve Aleatico si realizza il vino da dessert prodotto sulle rive settentrionali del lago di Bolsena, vicino Gradoli. |
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La produzione vinicola del Lazio è da sempre legata alla produzione di vini bianchi piuttosto che di quelli rossi - dal Frascati al Marino, fino al mitico Est! Est!! Est!!! dalla cittadina laziale a nord di Montefiascone passando per i bianchi dorati dei Castelli Romani. Questi vini, che si basano quasi esclusivamente su vari tipi di Trebbiano e Malvasia, sono generalmente abboccati, di beva facile, sicuramente, non progettati per lunghi invecchiamenti, anche se l'introduzione di lavorazioni a bassa temperatura e filtrazione sterile hanno trasformato la loro personalità, tanto che oggi sono vini più secchi e più leggeri, caratterizzati da una maggior resistenza temporale, che ne consente anche la commercializzazione internazionale.