Il vino in Toscana
La Toscana è sicuramente una delle più importanti regioni vinicole al mondo. Tra i vini toscani non si può non citare il Chianti, il Brunello di Montalcino ed il Vino Nobile di Montepulciano, principalmente a base di uva Sangiovese, e sul lato dei bianchi Vernaccia di San Gimignano ottenuto dall'omonimo vitigno. La Toscana ha 38 vini a denominazione di origine controllata (DOC) e 7 vini a denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG). Attorno al 1970 con una sorta di rivoluzione enologica emerse, nella zona di Bolgheri una nuova classe di vini conosciuti ai più come "Super Tuscans". Questi vini sono sono ottenuti al di fuori dei rogorosi dicplinari delle DOC e delle DOCG, ma contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare rappresentano la punta di diamante della produzione enologica toscana: i produttori, inffatti, senza le limitazioni imposte dai discilinari, in materia di vitigni, vinificazione, invecchiamento,... hanno dato sfogo a tutta la loro creatività, creando vini dalle caratteristiche inarrivabili, potenti e strutturati, tanto che oggi molti di questi vini sono diventati oggetto di culto. In realtà oggi molti degli originari Super Tuscans si sono trasformati in vere e proprie DOC o DOCG (vedi ad esempio Bolgheri), ma molti produttori scelgono ancora oggi di produrre vini che non ricadono in alcun disciplinare, od al massimo di qualificarli come IGT. Il vino rosso in toscana Il Chianti si produce in otto zone distinte che coprono un vasto territorio della Toscana centrale, attorno al nucleo originale del Chianti Classico. Le grandi differenze climatiche e geologiche delle diverse aree di produzione contribuiscono alla individualità di ciascun vino: alcuni chianti sono abbastanza freschi e di facile beva, anche se in generale si tratta di un vino corposo ed elaborato, capace di diventare aristocratico con l'età. Forse uno dei vini toscani più famosi al mondo, il Brunello di Montalcino nasce in un territorio molto limitato, da una idea della famiglia Biondi e Santi oltre un secolo fà. Dalle uve Sangiovese Grosso si ottiene un vino dalla struttura e dal corpo unici, capace di lunghissimi invecchiamenti, che sviluppa con il tempo profumi e sapori di eccezionale levatura e qualità. Sempre dalla stessa area provengono poi, vini di maggiore immediatezza e facilità: con le stesse uve del brunello si produce il Rosso di Montalcino, vino più giovane e fresco ma di grande qualità, con uve moscato il famoso vino da dessert Moscadello di Montalcino ed una varietà di vini che ricadono nella denominazione Sant'Antimo. Il vino Nobile di Montepulciano ottenuto da una varietà di sangiovese detta localmente Prugnolo gentile è stato definito secoli fa dal poeta Francesco redi " il re dei vini". Il Nobile è un vino dal carattere piuttosto dinamico con fragranti note speziate e di frutta rossa ed acidità e tannicità piuttosto evidenti, che lo rendono un vino elegante e di grande immediatezza, anche se non sempre di facile beva.Il Carmignano è forse il primo vino a denominazione di origine della Toscana: già nel 1716, infatti, il granduca di Toscana Cosimo III De' Medici ne delimitò la zona di produzione offrendo così al mondo il primo esempio di disciplinare di origine controllata. La produzione di vini, per così dire, alternativi di alto livello, che nasce come una tendenza negli anni 1970, è diventata un fattore essenziale per il miglioramento generale dei rossi toscani. Vini di culto che sono diventati noti, oggi, come "Super Tuscans" continuano a prosperare. Eppure il Sassicaia, il Cabernet puro che nel 1970 convinse il mondo che l'Italia potesse fare moderni rossi di richiamo internazionale, ha ora una propria DOC con la denominazione Bolgheri. Il Tignanello miscela di Sangiovese e Cabernet è servito da modello per il nuovo stile del vino rosso toscano affinato in piccole botti di rovere o barriques, invece di botti antiche. Ispirati dal successo del Cabernet e Merlot a Bolgheri, vini della costa toscana hanno visto rapèidamente aumentare il ,oro pretigio tanto che oggi, competono con quelli della toscana centrale per la supremazia qualitativà. Il vino Bianco in Toscana Fino a poco tempo, i vini bianchi toscani non godevano di grande prestigio soprattutto a livello internazionale, probabilmente perché la maggior parte venivano realizzati con vitigni considerati, spesso erroneamente di bassa qualità, come la Malvasia ed il Trebbiano. Oggi le cose stanno cambiando. La Vernaccia di San Gimignano, dal antico vitigno Vernaccia, ha goduto di una rinascita che ha portato alla sua promozione come primo vino bianco DOCG della regione. Il Vermentino si è diffuso nelle colline della costa come una varietà di bianco che costitiusce una vera e propria promessa. Di recente, inoiltre, si è iniziato a produrre bianchi di profondità e complessità con vitigni internazionali come lo Chardonnay, il Sauvignon ed il Pinot Bianco e Grigio, che hanno trovato il clima ideale per la loro coltivazione nelle aree più fresce delle colline della regione. Come non citare poi, lo storico Vin santo, orgoglio di molti produttori della regione. Ottenuto con uve Malvasia e Trebbiano parzialmente essiccate ed affinato in piccole botti di legno di rovere dette Caratelli, il Vin Santo può essere un eccellente vino da dessert ma è da provare anche come aperitivo. |
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