Trentino Alto Adige - Storia
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Trentino Alto Adige
Storia
La regione dell'attuale Trentino-Alto Adige fu conquistata dai Romani nel 15 aC.
Dopo la fine della Romano d'Occidente, fu diviso tra le diverse tribù che invasero il nord Italia dalla germania:la città di Tridentum divenne un Ducato Lombardo, la Val Venosta passò agli Alamanni e la restente parte ai bavaresi.
Dopo la creazione del Regno d'Italia sotto Carlomagno, il Marchesato di Verona ottenne i territori a sud di Bolzano, mentre il Ducato di Baviera la parte rimanente.
Dal XI secolo in poi, parte della regione era governata dai principi-vescovi di , ai quali Sacro Romano Imperatori aveva dato grandi poteri temporali. Il resto della regione era parte della Contea del Tirolo e di quella di Gorizia, che controllava la Val Pusteria: nel 1363 la sua ultima governante, Margarete, Contessa di Tirolo lo cedette alla Casa degli of Asburgo.
Le regioni a nord di Salorno erano largamente germanizzate, quindi, già dall'inizio del Medioevo.
I due arcivescovati di Trento e Bressanone furono secolarizzati dal trattato di Luneville del 1803 e dati agli Asburgo.
Due anni più tardi, dopo la sconfitta dell'Austria ad Austerlitz, con il Trattato di Presburgo del 1805, la regione fu assegnata alla Baviera, alleata di Napoleone.
Presto contro i nuovi governanti vi fu una breve, anche se massiccia, rivolta contadina, guidata da Andreas Hofer un signore terriero proveniente da San Leonardo in Passiria.
Con il trattato di Parigi del 1810 la regione venne divisa tra l'Austria ed il regno Napoleonico d'Italia e con la sconfitta di Napoleone, nel 1815, l'autria ottenne il controllo di tutta la regione.
Durante periodo di dominazione francese parte della regione venne ufficialmente cambiato in Haut Adige (letteralmente "Alto Adige" al fine di evitare ogni riferimento alla storica contea del Tirolo.
Durante la prima guerra mondiale, il controllo della regione era un obiettivo strategico fondamentale, dando origine a grandi battaglie combattute sulle Alpi e sulle Dolomiti tra le truppe Austriache e gli Alpini Italiani. Con la sconfitta dei primi, nel 1918, le truppe italiane occupano la regione, la cui annessione è stata confermata dal Trattato di Saint-Germain, che assegnando definitivamente la regione all' Italia.
Sotto la dittatura di Benito Mussolini, l'Alto Adige è stato sottoposto ad un processo forzato teso ad aumentarne l' "italianizzazione": tutti i riferimenti al vecchio Tirolo vennero vietati e la regione fu denominata Venezia Tridentina nel tentativo di giustificare le pretese italiane sulla base dell'antica appartenenza della regione alla provincia romana X Regio Venetia et Histria.
Hitler e Mussolini nel 1938 concordarono che la popolazione di lingua tedesca sarebbe stata trasferita nella area governata dalla germania o dispersa in giro per l'Italia, ma lo scoppio della seconda guerra mondiale impedì loro di svolgere in pienezza il progetto di deportazione. In ogni caso, nell'anno che i due dittatori ebbero a disposizione, migliaia di persone furono deportate nel Terzo Reich e, solo alla fine della guerra, sono riuscite a ritornare in Patria con grandi difficoltà.
Nel 1943, con la firma dell'armistizio tra governo Italiano e truppe alleate, la regione fu occupata dalla Germania, sotto l'amministrazione del Gauleiter Franz Hofer. La regione venne di fatto annessa al Reich tedesco asseime alla provincia di Belluno, fino alla fine della guerra.
Alla fine della guerra la regione tornò sotto il controllo italiano ed Italia ed Austria si accordarono per concedere alla regionela una notevole autonomia. Lingue ufficiali della regione sarebbero state, contemporaneamente, il Tedesco e l'italiano sono state entrambe le lingue ufficiali rilasciate, e consentita l'istruzione in lingua tedesca. Tra il 1947 e il 1972 la regione fu chiamata Trentino-Alto Adige / Tiroler Etschland.
Tuttavia, l'attuazione dell'accordo non venne ritenuto soddisfacente né dalla popolazione di lingua tedesca né dal governo austriaco. La questione divenne causa di attrito tra i due paesi, ripreso tra l'altro, anche dalle Nazioni Unite nel 1960. Nel 1961 si tentò di risolvere la situazione con nuovi negoziati, falliti, però a causa di una campagna terroristica da parte dei separatisti di lingua tedesca.
Il problema è stato risolto nel 1971, quando con la firma di un nuovo trattato austro-italiano. Il trattato prevede che le controversie in provincia di Bolzano siano sottoposte al giudizio della Corte internazionale di giustizia dell'Aia, che la provincia avrebbe ricevuto una maggiore autonomia in Italia, e che l'Austria non avrebbe interferito negli affari interni di Bolzano.
Il nuovo accordo si è dimostrato ampiamente soddisfacente per le parti coinvolte e le tensioni separatiste presto si attenuarono. L'adesione dell'Austria all'Unione europea nel 1995, che ha contribuito a migliorare la cooperazione transfrontaliera.





